Addio a Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri a Roma 1960

Il noto velocista torinese si è spento a 87 anni. Mattarella: «Un simbolo dello sport nazionale»

Addio a Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri a Roma 1960

Livio Berruti, figura di spicco dell'atletica italiana e vincitore dell'oro olimpico nei 200 metri ai Giochi di Roma del 1960, è venuto a mancare. Nato a Torino nel 1939, a soli 21 anni entrò nella storia dello sport italiano diventando il primo velocista del nostro Paese a vincere un oro olimpico.

Il 3 settembre 1960, sulla pista in terra battuta dello Stadio Olimpico, Berruti corse la semifinale dei 200 metri in 20”5, eguagliando il record mondiale, e poche ore dopo vinse la finale con lo stesso tempo. Dietro di lui, l'americano Lester Carney con 20”6 e Abdou Seye con 20”7.

Con questa vittoria, Berruti interruppe il predominio americano nella specialità e divenne un'icona delle Olimpiadi italiane e di un'Italia in pieno boom economico. La sua corsa elegante gli valse il soprannome di “Angelo”, mentre gli occhiali scuri che indossava in pista contribuirono a creare un'immagine indelebile nello sport italiano.

Quattro anni dopo, partecipò anche ai Giochi di Tokyo, classificandosi quinto nella finale dei 200 metri e confermandosi il miglior europeo.

La vita di Berruti non si limitò all'atletica. Coltivò vari interessi, dagli studi in chimica alla pubblicità, mantenendo spesso una posizione critica verso la crescente commercializzazione dello sport professionistico.

Tra i primi messaggi di cordoglio, quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lo ha definito «un simbolo dello sport italiano». Il presidente della Fidal, Stefano Mei, ha sottolineato come la sua vittoria a Roma abbia «segnato una svolta nella storia dell'atletica italiana».

Dagli Europei di Birmingham è giunto anche il ricordo di Marcell Jacobs, che Berruti in passato aveva definito un suo «degno erede». L'olimpionico si è detto «profondamente colpito» dalla scomparsa, aggiungendo: «La sua leggerezza è un esempio per noi, correrò in suo onore».

Quei venti secondi di corsa in quel pomeriggio romano del 1960 consegnarono Berruti alla storia. Un'impresa che è diventata una delle immagini più iconiche dell'atletica italiana del Novecento.

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