Draghi avverte sui giovani: «Nessuno li ascolta». Schlein critica il governo: «Servono soluzioni, non solo sicurezza»

L'ex premier collega le proteste in Italia, Francia e Spagna alla mancanza di opportunità, alla precarietà lavorativa e alla stagnazione economica europea. La segretaria del Pd denuncia il caro affitti e chiede interventi concreti. Il centrodestra difende il nuovo decreto sicurezza e propone agevolazioni fiscali per i lavoratori under 35.

Draghi avverte sui giovani: «Nessuno li ascolta». Schlein critica il governo: «Servono soluzioni, non solo sicurezza»

Il disagio delle nuove generazioni, le difficoltà di accesso al lavoro e il crescente senso di esclusione sociale sono al centro del dibattito politico europeo. A porre l'attenzione sulle cause profonde delle proteste giovanili è Mario Draghi, che individua nella mancanza di ascolto e di prospettive economiche una delle principali ragioni delle tensioni esplose nelle piazze di diversi Paesi dell'Unione europea.

L'ex presidente del Consiglio, in un'intervista a Bloomberg, offre una lettura delle mobilitazioni che va oltre gli episodi di violenza e gli scontri con le forze dell'ordine. Secondo Draghi, il malcontento nasce soprattutto dalla percezione, sempre più diffusa tra i giovani, di vivere in una società incapace di garantire opportunità e mobilità sociale.

«I giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti», osserva l'ex premier, indicando in questa condizione una delle spiegazioni più convincenti delle proteste registrate in Italia, Francia e Spagna.

Draghi: lavoro difficile da trovare e futuro sempre più incerto

Nell'analisi dell'ex presidente della Banca centrale europea, le manifestazioni giovanili rappresentano il sintomo di un problema strutturale che riguarda l'intero continente.

Le nuove generazioni, sottolinea Draghi, avvertono un progressivo blocco delle dinamiche sociali. L'ingresso nel mercato del lavoro è spesso complicato, mentre la rapidità delle trasformazioni tecnologiche alimenta il timore di non possedere competenze adeguate per affrontare il futuro.

A questo scenario si aggiunge la debole crescita economica europea, che rende sempre più difficile distribuire opportunità e benessere tra generazioni diverse.

Per Draghi, infatti, lo sviluppo economico non può essere separato dal principio di giustizia sociale. La maggior parte delle persone aspira a una crescita capace di produrre benefici condivisi, ma quando l'economia ristagna diventa più complicato garantire un equilibrio tra le aspettative dei giovani e le condizioni delle generazioni precedenti.

È proprio questa mancanza di prospettive, secondo l'ex premier, a generare ansia, frustrazione e sfiducia nelle istituzioni.

Le proteste europee e il peso delle prossime elezioni

Draghi invita tuttavia a non semplificare le ragioni delle mobilitazioni che hanno interessato Francia, Italia e Spagna.

I tre Paesi condividono un elemento politico significativo: l'avvicinarsi di appuntamenti elettorali particolarmente importanti nel prossimo anno. Una circostanza che, secondo l'ex presidente del Consiglio, contribuisce a definire il contesto delle tensioni, senza però rappresentarne la causa principale.

Il ruolo dei partiti, le dinamiche delle manifestazioni e gli episodi di violenza possono amplificare il conflitto sociale, ma non sono sufficienti a spiegare le radici del malcontento.

Draghi ribadisce inoltre la necessità di condannare ogni forma di violenza, distinguendo però gli scontri dalle motivazioni economiche e sociali che spingono molti giovani a scendere in piazza.

Schlein contro il governo: «Gli studenti non riescono più a permettersi una casa»

Le parole dell'ex premier alimentano il confronto politico italiano, dove le opposizioni chiedono all'esecutivo di affrontare le cause del disagio giovanile anziché concentrarsi prevalentemente sulle misure di ordine pubblico.

La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, punta l'attenzione soprattutto sull'emergenza abitativa e sull'aumento dei canoni di locazione nelle principali città universitarie.

«È incredibile quanto siano schizzati i prezzi in questi ultimi anni», denuncia la leader dem, sottolineando come per numerosi studenti sia diventato sempre più difficile trovare una sistemazione economicamente sostenibile.

Schlein rilancia quindi alcune proposte avanzate dal Pd, a partire da una maggiore regolamentazione degli affitti brevi, con l'obiettivo di contrastare la speculazione immobiliare e attribuire più strumenti di intervento alle amministrazioni comunali.

Tra le richieste figura anche il ripristino del fondo per il sostegno agli affitti, la cui eliminazione viene contestata dalla segretaria democratica.

Per l'opposizione, il problema non riguarda soltanto la gestione delle manifestazioni, ma soprattutto l'assenza di risposte sufficienti alle difficoltà economiche che colpiscono studenti, lavoratori e famiglie.

Avs e Movimento 5 Stelle criticano il decreto sicurezza

Toni particolarmente duri arrivano anche da Alleanza Verdi e Sinistra e dal Movimento 5 Stelle, che contestano l'impostazione del nuovo provvedimento sulla sicurezza approvato dal governo.

Marco Grimaldi, esponente di Avs, accusa la maggioranza di sottovalutare il peso del carovita e di affrontare le proteste attraverso una logica prevalentemente repressiva.

Secondo Grimaldi, l'esecutivo starebbe trattando le città come territori da controllare militarmente e i giovani manifestanti come una minaccia, anziché riconoscere le ragioni sociali delle mobilitazioni.

Anche Vittoria Baldino, del Movimento 5 Stelle, critica la strategia comunicativa del governo, sostenendo che l'attenzione pubblica sia stata spostata dalle proteste pacifiche di studenti, autotrasportatori, agricoltori e pescatori verso l'ennesimo intervento legislativo in materia di sicurezza.

Per la parlamentare pentastellata, il nuovo pacchetto di norme non sarebbe in grado di risolvere i problemi economici che hanno contribuito ad alimentare il malcontento.

Il centrodestra difende la stretta sulla sicurezza e punta sugli incentivi fiscali

Di segno opposto la posizione dei partiti di maggioranza, che rivendicano la necessità di intervenire con maggiore fermezza contro le violenze registrate durante alcune manifestazioni.

La capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi, richiama gli scontri avvenuti a Milano e sostiene l'esigenza di impedire il ripetersi di episodi analoghi, facendo riferimento anche a presunte interferenze straniere.

Craxi sottolinea però che l'azione politica non deve limitarsi alle sanzioni. Forza Italia, spiega, sta lavorando anche a misure per alleggerire il carico fiscale sul lavoro giovanile, con l'obiettivo di favorire l'occupazione e migliorare le prospettive economiche delle nuove generazioni.

Sulla stessa linea la Lega, che propone di inserire nella prossima manovra una flat tax al 5% destinata ai giovani fino a 35 anni. A illustrare l'obiettivo è la deputata Tiziana Nisini, che considera la leva fiscale uno strumento utile per sostenere l'ingresso e la permanenza dei giovani nel mercato del lavoro.

Fratelli d'Italia, attraverso l'europarlamentare Francesco Torselli, difende invece le norme più severe introdotte dal governo, comprese quelle che rafforzano le responsabilità dei minorenni e prevedono conseguenze economiche per gli autori di danneggiamenti e, nei casi previsti, per le loro famiglie.

Giovani, crescita e sicurezza: il confronto politico resta aperto

Il dibattito mette così in evidenza due differenti approcci alla gestione del disagio sociale.

Da una parte, le opposizioni chiedono maggiori investimenti nelle politiche abitative, nel sostegno al reddito e nelle opportunità lavorative, criticando una risposta governativa giudicata eccessivamente concentrata sull'ordine pubblico. Dall'altra, la maggioranza considera prioritario garantire la sicurezza nelle città e contrastare gli episodi di violenza, affiancando a queste misure proposte di riduzione della pressione fiscale sui giovani.

Le considerazioni di Mario Draghi introducono però una questione più ampia, che supera i confini della contrapposizione tra governo e opposizione: la capacità dell'Europa di offrire alle nuove generazioni prospettive concrete di crescita economica e sociale.

Per l'ex premier, senza sviluppo e senza una distribuzione più equilibrata delle opportunità tra le generazioni, il rischio è che la sfiducia continui ad aumentare, alimentando nuove tensioni.

Una sfida che riguarda non soltanto la gestione delle proteste, ma anche la credibilità delle istituzioni e il futuro del modello sociale europeo.

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