La campagna di vaccinazione contro l'influenza per la stagione 2026-2027 prenderà il via nelle prossime settimane. A livello nazionale, il periodo di riferimento è la prima metà di ottobre, anche se le date esatte possono variare tra le diverse Regioni.
Per questa stagione, l'Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato nove vaccini, aggiornati in base ai ceppi influenzali previsti per i prossimi mesi.
La maggior parte dei vaccini viene somministrata tramite iniezione, ma è disponibile anche uno spray nasale per bambini e adolescenti dai 2 ai 18 anni. Alcuni vaccini sono specificamente indicati per le persone dai 50 o 60 anni in su, mentre altri sono adatti a partire dai 6 mesi di età.
L'obiettivo della campagna è ridurre le forme più gravi dell'influenza e le possibili complicanze. Ogni anno, in Europa, l'influenza può causare tra 4 e 50 milioni di casi sintomatici, colpendo dal 10 al 30% della popolazione.
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Il vaccino è raccomandato e offerto gratuitamente a diverse categorie. Tra queste, le persone con almeno 60 anni, le donne incinte o nel periodo post-partum, e i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni.
Sono inclusi anche coloro che hanno condizioni mediche che aumentano il rischio di complicanze, i loro assistenti e gli ospiti delle strutture di lungodegenza.
Anche alcune categorie professionali, come il personale sanitario, le forze dell'ordine e i vigili del fuoco, possono ricevere il vaccino gratuitamente. Altre categorie, come i donatori di sangue, sono incluse secondo le linee guida nazionali.
Per gli over 65, l'obiettivo minimo di copertura vaccinale è del 75%, con un target ottimale del 95%. Nella stagione precedente, la copertura in questa fascia era intorno al 50%.
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L'organizzazione della campagna è affidata alle Regioni. Nel Lazio, le prime dosi saranno disponibili per i medici di famiglia dal 1° ottobre. In Toscana, la campagna inizierà il 7 ottobre per gli ospiti delle Rsa, e dal 14 ottobre per bambini e over 60. In Friuli-Venezia Giulia, l'inizio è previsto per il 14 ottobre.
Le vaccinazioni saranno effettuate da medici di base, pediatri e farmacie aderenti, a seconda delle disposizioni regionali.
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Le temperature miti di inizio autunno non sono un motivo per posticipare la vaccinazione. Gianni Rezza, professore di Igiene all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, sottolinea che la temperatura è solo uno dei fattori che influenzano la diffusione dei virus influenzali.
Con la riapertura delle scuole e il ritorno alle attività lavorative, aumentano i contatti, specialmente in ambienti chiusi, favorendo la circolazione dei virus respiratori.
È importante considerare anche il tempo necessario per sviluppare l'immunità dopo la vaccinazione, che richiede circa 10-15 giorni. Rimandare troppo la vaccinazione può aumentare il rischio di contrarre il virus prima che l'immunità sia completamente sviluppata.
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